Un nuovo finale per Matrix

Pubblicato il 22 ottobre 2006

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Probabilmente questo post non c’entra niente ed è anche superfluo, ma è una curiosità che mi è venuta in questi giorni riguardando la trilogia dei fratelli Wachowski…

Allora parliamo di Matrix, in particolare del secondo film, Matrix Reloaded uscito nel 2003. Ricordate come finisce il film? Ecco da Wikipedia Italia, un breve riassunto della parte finale:

[...] Neo vola da Trinity che gli muore tra le braccia. Ma tramite la manipolazione della realtà virtuale riesce a pompare nella donna energia massaggiandole il cuore a mani nude e in questo modo la riporta in vita. I due si disconnettono per scoprire che le sentinelle tramite il lancio di bombe possono ora distruggere la loro nave tenendosi fuori dall’azione degli impulsi elettromagnetici. A questo punto l’intera truppa abbandona la nave. Neo però afferma di sentire qualcosa di diverso e che riesce a percepire le sentinelle. Nel momento in cui una di queste sta per arrivargli addosso in qualche modo, come neutralizzata da un impulso elettromagnetico, questa viene distrutta. Neo cade a terra privo di sensi. La sua squadra lo soccorre e vengono tutti salvati da una delle poche navi sopravvissute all’attacco delle sentinelle e agli impulsi lanciati da altre navi per errore. Viene ritrovato inoltre un unico superstite oltre loro che si rivelerà essere proprio Bane, anch’egli privo di sensi.
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Bane, tanto per rinfrescarci la memoria, era il personaggio “infettato” dall’agente Smith. Sempre per citare Wikipedia:

[...] Smith allora si sovrascrive su un utente liberato, ovvero Bane, e in qualche modo riesce a fare il download di se stesso nel mondo esterno, nel corpo del malcapitato.

Dopo la proiezione del film sono partiti diversi thread nei vari forum. Alcuni, la maggior parte in realtà, si lamentavano per la qualità della trama del film decisamente più scarsa rispetto al predecessore, altri invece s’interrogavano su come sarebbe continuata la storia nel terzo ed ultimo capitolo della saga.

L’ipotesi a mio parere più affascinante diceva che nella reatà Zion era una sorta di matrice di secondo livello dove venivano mandati coloro che riuscivano a ribellarsi alla matrice di primo livello. Neo, quindi, era stato il primo che non solo era riuscito ad uscire dalla prima, ma che stava prendendo coscienza anche della seconda. Una conferma di questa possibilità era data anche dall’agente Smith che in qualche modo era riuscito a entrare in questa “nuova realtà”, realtà che in teoria non era possibile per un software.

Mi sarebbe piaciuto vedere sviluppato questo possibile finale, con Neo che arrivava a portarci alla vera realtà. Naturalmente quale doveva o poteva essere questa realtà potrebbe aprire una discussione infinità. Poteva essere come la conosciamo noi oggi… Poteva essere una società del futuro che ci fa vivere la realtà che conosciamo per distogliere la nostra attenzione da quella vera, reale (quindi comunque metafora dei nostri tempi) o magari avremmo scoperto che da tempo siamo dominati da alieni che controllano le notre menti… Chissa! Potrebbe essere un’idea per il futuro: scrivere un nuovo finale per Matrix… :)

AI CONFINI DELLA REALTA’… MI RICORDA QUALCOSA

Quando ero piccolo c’era una serie televisiva che iniziava con una voce fuori campo che diceva:

Esiste una regione tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. E’ la dimensione dell’immaginazione, è una regione che potrebbe trovarsi… Ai confini della realtà!

La serie era chiaramente americana e il nome originale era The Twilight Zone, in italiano Ai Confini della Realtà. L’episodio in questione si chiama ‘Dream for sale’, e questa è la sua trama…

Una donna è ad un picnic con i suoi familiari, ma presto scoprirà quanto può essere scioccante ritrovarsi un una realtà futuristica. Ma andiamo con ordine… All’inizio il picnic va bene, la donna sta passando una bella giornata in compagnia di suo marito e dei suoi figli. Presto, però, inizia a essere confusa e vede le stesse scene del picnic che si ripetono come succede coi dischi quando s’incantano, come dei continui deja vu. All’improviso la donna si sveglia in una sorta di macchina per i sogni, Dream-a-tron, che si trova all’interno di un enorme complesso che copre l’intero pianeta Terra. Si ritrova quindi nella sua vera realtà dove tutti i lavoratori hanno alcuni minuti al giorno per evadere dalla quotidianità grazie a queste macchine. Lei rifiuta di accettare questa situazione e chiede di essere connessa alla macchina ancora, ma questa ha un malfunzionamento che la intrappola in una realtà alternativa per sempre.

Con le dovute cautele, ma a me ricorda qualcosa di cui abbiamo parlato poco fa… E se avrete voglia di approfondire la conoscenza di questa serie TV (la prima andata in onda tra il 1959 e il 1960) vedrete che molti episodi hanno fornito materiale per film che ancora oggi vediamo.

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