Riprendo un articolo che ho pubblicato sul sito dei DS di Pianengo (http://dspianengo.blogspot.com/):
Il 25 aprile e i giorni che hanno seguito questa ricorrenza importante ci hanno lasciato due avvenimenti su cui riflettere:
1. La morte dei militari italiani a Nassiriya;
2. Le bandiere d’Israele bruciate nel corteo del 25 aprile.NASSIRIYA
Potremmo parlare di quanto sia sbagliata questa guerra, ma credo che in occasioni come queste il silenzio e il pensiero a queste giovani vittime sia l’unica cosa civile che si possa fare. L’errore di questa guerra non è l’errore dei soldati che la combattono, al massimo potrà diventarne l’orrore. Il percorso di un uomo e la sua fine sono troppo importanti ed unici per poter essere strumentalizzati.MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE
Bruciare la bandiera di un paese in segno di disprezzo è un atto sbagliato e per di più grave. A mio parere ancora più grave se perpetrato in una ricorrenza come il 25 aprile e da persone che, a loro dire, sono di sinistra.L’ambasciatore israeliano Gol ha definito queste persone “fascisti di sinistra”. Questa definizione mi ha colpito molto. Certo storicamente i fascisti sono qualcosa di più, però rende l’idea di come gli estremismi spesso portano le ideologie ai loro antipodi. Cosi gli estremisti di sinistra arrivano a confondersi con i fascisti, le religioni diventano intransigenti e fanatiche e il confine tra buoni e cattivi diventa sempre più sfumato, come se il bianco e il nero si confondessero in un unico grigio dalle tonalità sempre più scure.
Il discorso israeliano/palestinese è sicuramente molto complesso, ma credo che al di là delle ideologie prendere fermamente distanza da questi gesti di estremismo sia fondamentale. Penso che nessuno, a sinistra o a destra, si possa e si voglia identificare in questi gesti di disprezzo ed intolleranza.
Ancora una volta speriamo che il buon senso prevalga.




Pubblicato il 29 aprile 2006
0