Come sappiamo dopo l’11 settembre le parole terrorismo e sicurezza sono diventate quasi di moda. In nome della sicurezza molti principi sono stati sacrificati o messi in pericolo, ad esempio la privacy, con la giustificazione che queste azioni erano importanti nella lotta al terrorismo. Politici e altri personaggi si sono riempiti la bocca di queste parole tanto da giustificare anche delle guerre…
Nonostante questi presupposti, vi può comunque capitare che il 24 luglio 2005 chiamate la polizia e i carabinieri a Roma e prima che qualcuno risponda passano 20 minuti. A parte il fatto che questo è già grave di per se, ma poi Roma!? Ma non è una delle città a rischio terrorismo insieme a Parigi e altre capitali europee? Ma se invece di segnalare un tentato scippo avessimo voluto o dovuto segnalare qualcosa di sospetto presso la stazione Termini? Tra il tempo impiegato per rispondere e il tempo che eventualmente sarebbe servito per l’intervento avrebbero fatto in tempo a scoppiare chissà quante bombe!
In contrapposizione a questo lassismo, diventa altrettanto dannoso l’eccesso di zelo o la messa in opera di misure di sicurezza di dubbia efficacia. Ad esempio, il comune di Modena ha eliminato circa 40 parcheggi in una zona del centro, vicino ai dormitori dell’Accademia Militare, dove già la mancanza di questi era un problema. Motivo? E’ una misura di sicurezza contro il terrorismo. Allora eliminiamo tutti i parcheggi perché anch’io ho paura che un kamikaze parcheggi sotto casa mia e mi faccia saltare in aria. Vorrei ricordare che ad oggi gli obbiettivi dei terroristi in America ed Europa non sono stati militari e che anzi a pagare sono sempre stati i civili. Allora perché, ad esempio, non si aumentano i controlli nelle stazioni dei treni? Episodi come quelli della stazione di Bologna sono così lontani? Appartengono ad un altro periodo storico certo, ma purtroppo sono di questo mondo e di questa realtà.
Entrami questi comportamenti (presi in questo caso solo come esempio) rischiano solo di creare inutili allarmismi ed isterismi perché non sono soluzioni, sono solo riflessioni che si fermano alla superficialità degli eventi e delle situazioni.
Concludo citando Tiziano Terzani che l’8 ottobre 2001 in una lettera di risposta ad Oriana Fallaci scrive: “E’ una grande occasione. Non perdiamola: rimettiamo in discussione tutto, immaginiamoci un futuro diverso da quello che ci illudevamo d’aver davanti prima dell’11 settembre e soprattutto non arrendiamoci alla inevitabilità di nulla […]”.
Questo, naturalmente, IMHO.




Pubblicato il29 ottobre 2005
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