Ed eccomi a fine vacanza a scrivere un resoconto, il più completo possibile, di queste quattro settimane in Australia…
27/7 – MILANO
Partenza ore 16:30 da Milano Malpensa per Sydney. Il viaggio è durato due giorni (naturalmente bisogna tenere conto del fuso) e infatti siamo arrivati in Australia il 29 agosto viaggiando con Emirates. Abbiamo fatto scalo a Dubai… Otto ore di stop… Comunque abbiamo conosciuto un ragazzo arabo in aeroporto che ci ha preso un taxi chiedendogli di farci da guida per un tour rapido della città.
Sinceramente non mi è piaciuta molto come città. Piena di torri altissime costruite negli ultimi 15 anni. Abbiamo visto (da fuori naturalmente) anche il famoso hotel Burj Al Arab simbolo della nuova Dubai avveniristica e lussuosa e che quindi non fa per le nostre tasche…
29/7 – SYDNEY
Eccoci nella prima vera tappa del nostro viaggio. Ci siamo fermati qui due giorni visitando l’Opera House, il Powerhouse Museum, l’Harbor Bridge e poi classico giro della baia con il Cento e Chicco che dormivano… Commento di Chicco al giro il giorno dopo: “ Bagai, ghem vest an caso. Valie dech da na dal dè…”.
31/7 – MELBOURNE
Arrivo ore 7:00 by fly per 100AUD a testa. Per la prima volta ci siamo scontrati con il problema delle distanze, infatti, dalle nostre valutazioni Sydney-Melbourne distavano quattro o cinque ore di bus… In realtà sono ben 12, quindi volo interno con la Quantas.
Visita della città guidati da un’indigena cremasca amica del Chicco Bee. Città molto artistica ed attiva culturalmente, a mio avviso più bella di Sydney. Ideale per viverci se decidete di richiedere un Working Holiday VISA.
1/8 – GREAT OCEAN RD
Tour organizzato dalla Go West (http://www.gowest.com.au/) su questa famosissima strada panoramica che va da Geelong a Warrnambool. Molto bella, abbiamo visto i koala, Bells Beach (una della spiagge più famose per il surf) e poi i Dodici Apostoli e il London Bridge… Che poi gli apostoli non sono dodici, al momento sono otto. Erano nove fino a qualche mese fa, poi è arrivata notizia che stava arrivando una delegazione da Pianengo e…
Particolare non irrilevante l’avvistamento di due balene stranamente molto vicine alla costa.
Il programma di questa giornata e quella di domani è stato organizzato modello A-Team (un po’ come successo in Costa Rica… anche se in quell’occasione si trattava di una vera e propria fuga), ma soprattutto grazie alla nostra devozione a San Bucio de Culo! Infatti, per far si che tutto avvenisse con tempistica perfetta, doveva filare tutto liscio. Il minimo inconveniente avrebbe fatto saltare totalmente i nostri piani e buona parte della vacanza. Ecco il programma elaborato:
- Ore 7:25 dell’1/8 partenza per il tour della Great Ocean Rd con zaini a seguito;
- Ore 21:30 dell’1/8 ritorno dal tour;
- Ore 22:00 dell’1/8 partenza del bus per Adelaide;
- Ore 6:45 del 2/8 arrivo ad Adelaide (con mezz’ora di fuso);
- Ore 7:00 del 2/8 partenza per il tour nel deserto con la Groovy Grape Gateways (http://www.groovygrape.com.au/).
2/8 – DESERT PATROL DA ADELAIDE AD ALICE SPRINGS
2/8 – Giorno 1
Partenza da Adelaide con arrivo ad Angorichina passando da Quorn e Hawker. Abbiamo visto i vigneti, scritture rupestri e canguri.
Abbiamo dormito in una tenuta sperduta nel deserto che si chiama Parachilna Gorge con tanto di grigliata con carne di canguro (probabilmente gli stessi che abbiamo visto nel pomeriggio…) e falò sotto le stelle. Bhe, il viaggio prometteva decisamente bene…
3/8 – Giorno 2
Da Angorichina a William Creek ripercorrendo il tratto della vecchia ferrovia (Old Ghan Railway). Abbiamo visto il lago Eyre, un lago salato lungo 120km… Impressionante! Altra cosa davvero interessanti sono state due sorgenti d’acqua in pieno deserto.
È stata inoltre la prima notte in cui abbiamo campeggiato all’aperto in una specie di recinto per vacche. Per dormire abbiamo usato un sacco a pelo con un materassino in cui siamo entrati con un altro sacco a pelo… Uno swag!
Ultimo dettaglio: durante il percorso ci siamo fermati a caricare quei pezzi di legno classici dei binari per poi usarli nel fuoco… Facevano una fumera della madonna, tanto che la mattina ci siamo svegliati avevamo la faccia nera!
4/8 – Giorno 3
La giornata è iniziata con la conoscenza di un artista locale, Robert Fisher, che la notte prima ci aveva filmato, ubriaco o peggio, mentre dormivamo. Siccome ci ha preso in simpatia ci ha fatto vedere tutti i suoi quadri ed ha addirittura fatto volare un aquilone in nostro onore… D’altra parte tra matti… Come direbbe il Prior: “Bagai robe minga da cret!!!”.
Il viaggio comunque è continuato fino a Coober Pedy, una città sotterranea ai confini della realtà… Basta pensare che il 70% della popolazione vive sotto terra ed è dedita alla ricerca dell’opale (che non abbiamo ancora ben capito che valore abbia anche se Willy della Patacche Travati ci ha detto essere molto preziosa). Non per niente comunque ci hanno girato alcune scene del film Mad Max.
La notte abbiamo dormito in una sorta di caverna, che come le case degli altri abitanti, ha il pregio di mantenere una temperatura di 25°C… Cosa che nelle notti successive avremmo rimpianto!
5/8 – Giorno 4
Da Coober Pedy all’Uluru (Ayers Rock). Sveglia alle 5:00 e parecchi chilometri per arrivare. Muniti di birre ci siamo recati a vedere questo grande spettacolo di colori all’ora del tramonto.
NOTA: Quei quattro stronzi, o più, dei nostri compagni di viaggio hanno riempito di birre il frigo che noi abbiamo dovuto portare: bagai sta olta i ma anculat!!!
Questa sera comunque ci attende un’altra splendida notte nel sacco a pelo del sacco a pelo a 0°C!!!
Il dubbio che la nostra guida faccia forte uso di droghe è sempre più accentuato, soprattutto da quando ha fatto una rotonda sette/otto volte con pulmino più rimorchio con Somebody to love dei Blues Brothers a manetta!
6/8 – Giorno 5
Stamattina collazione all’Uluru per vedere l’alba. Poi visita guidata alla base del monolite per vedere i vari punti sacri tra cui il Tjukurpa, luogo della creazione.
Del gruppo solo cinque deficienti hanno deciso di scalar la montagna e come al solito il tutto si è trasformato in una crono scalata. I partecipanti erano 2 italiani (Chicco e Cento), 2 coreani e 1 canadese. Percorso 1,6km con il 40% di pendenza… All’intertempo il canadese registrava 20’ di ritardo causa bottiglia di whisky bevuta la sera prima. Il primo dei coreani, invece, accusava un ritardo di 25’ causa spicy souce, secondo coreano, Brufolotti, saliva agile anche se con evidente carenza d’ossigeno. I due italiani erano in fuga ed incrementavano il loro vantaggio ad ogni metro.
Conclusione: netta vittoria degli italiani con palma degli Stronzi d’Oro per aver rischiato la vita nella scalata.
NOTA: Se avete la malsana idea d’imitare i nostri eroi, sappiate che quella che dalla base sembra la cima e solo metà del percorso, e che già 35 turisti ci hanno rimesso la vita nella scalata… Il tutto poi senza contare che, a parer mio, non è molto rispettoso scalare una montagna sacro ad una popolazione… E come se un aborigeno venisse in Italia a scalare San Pietro… Non credo ci piacerebbe… IMHO.
Pomeriggio libero. L’abbiamo passato cazzeggiando amabilmente. Particolare nota sulla nostra finta di essere giocatori di cricket…
7/8 – Giorno 6
Siamo partiti per la visita alle Kata Tjuta (The Olgas) e alla Valley of Winds. Molto interessante davvero. Leith, la nostra guida, ci ha spiegato, giocando come un bambino con la terra e con l’acqua, come queste montagne e l’Uluru si sono formate. Oggi più di che mai ci siamo accorti quanta passione e quanta competenza ci mette Leith nel suo lavoro, davvero una brava guida e una persona eccezionale.
Il pomeriggio siamo ripartiti per Watarrka (Kings Canyon) passando la notte al Kings Creek.
8/8 – Giorno 7
Dopo un’altra notte passa a 0°C… La peggiore probabilmente, siamo partiti per Watarrka per una passeggiata di 8km sulle impervie pendenze del canyon. Ci siamo mangiati una bella mela nel Giardino dell’Eden e fatto una bella foto su di un dirupo.
NOTA COMMERCIALE: Chicco, che vorrebbe acquistare la mia macchinetta digitale, ha visto il prezzo della stessa andare alle stelle dopo gli apprezzamenti di Leith!
Il pomeriggio siamo partiti alla volta di Alice Springs. Leith per risparmiare due ore ha percorso una strada non asfaltata piena di buche a duecento all’ora sballottandoci, parole di Chicco, come i coglioni di un astronauta!
Di tutto questo viaggio una frase ci è rimasta nel cuore:
Ci sono molti motivi per andare a troie. Tutti validi.
– Chicco delle Batterie
Dopo sette giorni e dopo una bella doccia seratone con i compagni di viaggio. L’apertura al nostro arrivo nel pub scelto come ritrovo è stata: “Noi non mangiamo perché costa troppo!”… Concetto anche condivisibile, peccato che poi hanno speso 200AUD in birra!
Il cento dopo migliaia di euro spesi in viaggio per i paesi di mezzo mondo trova finalmente una che ci sta… A gratis! Ma lui dopo aver resistito alla tentazione è scappato piangendo al grido di “Allah è grande, il mio amore lo è di più!”… Che brutta fine, un altro martire dell’amore.
9/8 – ALICE SPRINGS
Il Cento ha pianto tutta la notte mentre il Chicco voleva farsi un negro, meglio se tunisino perché gli ricorda le origini.
Comunque ci siamo svegliati con la convinzione di trovare un volo a 100AUD per Cairns… Risultato volo da 800AUD, pullman 300AUD (e 36 ore di viaggio) e il tour di due giorni a circa 200AUD era partito la mattina…
Ovviamente i tre strasù hanno optato per la soluzione più economica possibile cambiando piano e partendo per Townsville. Partenza in pullman ore 15:00 a cui seguono 30 ore di viaggio…
10/8 – TOWNSVILLE
Finalmente a Townsville! Trovato l’ostello siamo andati a mangiare al ristorante italiano di Totò Giuffrida di Catania. Tra l’altro abbiamo scoperto una città molto carina da inserire sicuramente in un possibile itinerario di viaggio.
11/8 – TOWNSVILLE
Il Trama, mosso da compassione, ha preso le tre felpe che ormai avevano vita propria (infatti stavano controllando la mail su Internet) e le ha centrifugate riportandole alla loro condizione originale di felpe.
Partenza con pullman (ore 15:00) per Airlie Beach dopo il primo sole sulla spiaggia di Townsville.
12/8 – AIRLIE BEACH – TOUR IN BARCA A VELA
12/8 – Giorno 1
Muniti di un piccolo bagaglio ci siamo imbarcati sulla Mandracca (Mandrake in realtà) per un tour di tre giorni e due notti in barca a vela con la OzSail (http://www.ozsail.com.au/).
Il gruppo è composto da dodici persone: incredibile nove presenze femminili.
Tutta la prima giornata è stata accompagnata da acqua, vento e temperature intorno ai 10°C… Comunque tappa a Whiteheaven Beach sempre sotto l’acqua e poi tutti sottocoperta per la stesura popolare del diario.
13/8 – Giorno 2
Finalmente accompagnati da un bel sole abbiamo proseguito il tour in barca. Novità del giorno: diving! L’idea era di fare solo snorkeling senza imbarcarsi in avventure troppo complicate, ma alla fine ci siamo fatti convincere… Come al solito… Tutti, per la prima volta, sott’acqua con le bombole: esperienza fantastica!
Nel pomeriggio, accompagnati da uno splendido sole e da un mare molto mosso, abbiamo spiegato le vele per arrivare nella baia dove avremmo passato la notte. Il mare mosso nel frattempo aveva provocato qualche problema al Cento…
La serata l’abbiamo passata in coperta, cullati dal mare, a guardare le stelle cadenti… Quante volte ci capiterà ancora? Secondo Chicco spesso se continueremo a vivere e non semplicemente esistere.
14/8 – Giorno 3
Ultimo giorno in barca a vela… Il tempo non era bellissimo dunque la mattina spiaggia e il pomeriggio abbiamo navigato a vela fino al porto.
Alla sera siamo tornati al nostro ostello prima della seratona… Come prima cosa siamo andati in un locale per incontrare gli altri della barca. Li ci hanno raggiunti anche una amica di Chicco con un suo amico di Beri. Visto che i nostri compagni non erano molto per la serata noi e gli altri italici ci siamo spostati in un altro locale per farci una birra. Siamo stati li un po’ a chiacchierare e poi siamo tornati all’ostello.
15/8 – AIRLIE BEACH
Ferragosto, quindi giornata di pazzeggio: niente spostamenti, niente di niente. Abbiamo dormito, abbiamo preso il sole e nel pomeriggio, quasi per caso, abbiamo incontrato l’amica di Chicco della sera prima e il pugliese. In più c’era il terzo del gruppo, assente la sera prima perché malato, il nuovo Coccoluto della bassa. Veramente il prototipo del Michia Milano.
La sera, alle 22:00, siamo partiti per Harvey Beach da dove saremo partiti per Fraser Island.
16/8 – HARVEY BEACH
Siamo arrivati ad Harvey Beach verso le 10:30 di mattina. Dall’ostello abbiamo organizzato l’escursione per l’avvistamento delle balene e il tour su Fraser Island il giorno dopo.
Il pomeriggio oltre ogni aspettativa. L’avvistamento si è dimostrato fantastico: cinque esemplari sono rimasti a giocare circa un’ora intorno alla barca.
A conferma delle nostre impressioni la sera poca movida…
17/8 – FRASER ISLAND
17/8 – Giorno 1
Ore 7:45 partenza per Fraser Island. Appena arrivati sull’isola abbiamo realizzato che il nostro gruppo non era di 10/15 persone come detto dal tipo che ce lo aveva venduto, ma di 40/50. La guida era un pensionato che si faceva chiamare “Capitain Kangaroo”! Un povero coglione… Si divertiva un sacco a fare battute idiote che probabilmente riproponeva ad ogni gruppo e a cui comunque ridevano solo gli americani.
Il primo giorno passeggiata nella foresta pluviale e dopo una bella camminata in mezzo alle dune di sabbia abbiamo raggiunto un laghetto ai piedi di una collina.
La sera tutti i tour dell’isola si ritrovavano all’interno di un resort e poi tutti alla cena comune! Il dopo cena l’abbiamo trascorso nell’unico bar/ristorante/sala giochi aperta con i soliti americani (cioè quelli che ridevano alle battute idiote) ubriachi ed in maschera…
18/8 – Giorno 2
Il secondo giorno le due cose principali viste sono state il relitto di una barca sulla spiaggia ed il lago McCanzie. Durante la visita al lago un deficiente è partito per attraversare a nuoto il lago. Peccato che l’acqua era ghiacciata e quindi a poco più di ¾ della traversata gli è venuto un crampo ed ha iniziato a chiamare aiuto. Ecco le varie reazioni:
- Il Cento e il Thrama erano tranquillamente a riva. Il secondo era in piedi e controllava che tutte le operazioni andassero per il meglio sempre pronto comunque a saltare in acqua in caso di problemi… O almeno così sarebbe sembrato a vederlo, ma nell’eventualità il solito problema al menisco l’avrebbe bloccato a riva… L’altro invece era tranquillamente sdraiato che si fumava una siga e ogni tanto chiedeva come andavano le cose… Naturalmente anche lui in caso di necessità sarebbe partito a nuoto… Se, se…
- Chicco si è tuffato insieme a due milanesi che facevano i bagnini e si sono sentiti in obbligo d’intervenire… Dopo tre bracciate però e tornato indietro perché tanto erano già in due…
- I due milanesi sono arrivati a poco più di metà del lago e sono tornati indietro perché un gruppo di ragazzi era partito a piedi ed era già arrivato dall’altra parte recuperando quello che comunque rimane un deficiente.
Altra piccola nota di colore: il Chicco e altri due deficienti italiani si erano messi in mente di fare un bagno in un fiume che si è rilevato alto 10cm.
La sera, verso le 22:00, siamo arrivati al Koala Resort organizzando la partenza per Byron Bay del giorno dopo.
19/8 – BYRON BAY
In realtà il giorno è stato dedicato essenzialmente allo spostamento da Harvey Beach a Byron Bay.
Alla sera abbiamo trovato un po’ più di movida rispetto al solito. Abbiamo conosciuto anche due ausrtraliani che vorrebbero venire in Italia e ci hanno chiesto qualche consiglio sui posti da vedere.
20/8 – BYRON BAY
La mattina spiaggia dove il Cento e Chicco hanno avuto la brillante idea di provare la tavoletta da mischia in acqua con temperatura intorno ai 10°C ad andare bene.
Il pomeriggio abbiamo deciso di andare in bici al faro… La salita si è rivelata particolarmente difficoltosa e tutti e tre i nostri eroi hanno fatto l’ultimo pezzo a piedi.
NOTA: Gara in salita con il Trama che svernicia il Chicco e si aggiudica il primo gran premio della montagna… Ormai Chicco non è che l’ombra del vecchio campione provinciale!
Alla sera cena e giro nei diversi locali aperti. Posto davvero carino.
21/8 – BYRON BAY
Dopo aver passato la mattina ad acquistare patacche da regalare a parenti ed amici io e il Cento siamo partiti per Brisbane, mentre Chicco si fermerà ancora una settimana…
La sera a Brisbane ultimo kebab nobile e poi a letto perché la movida era davvero inesistente.
22/8 – BRISBANE
Ormai con volti tristi per l’ultimo giro in città alla ricerca delle ultime due o tre patacche.
Alle 16:30, per non prolungare ulteriormente l’agonia, siamo partiti verso l’aeroporto. Dopo aver compilato le solite carte per l’imbarco, alle 20:30 siamo decollati da Brisbane alla volta di Milano salutando il continente che ha visto realizzato per un mese i nostri sogni.
E comunque ci sono tanti buoni motivi per andare a troie: tutti validi… May be…
LIBRI:
- …E la chiamarono due cuori di Marlo Morgan;
- Il cammino di Santiago di Paulo Cohelo;
- Un indovino mi disse di Tiziano Terzani;
- Il sogno rivoluzionario. Ideario, Diario della rivoluzione cubana, Questa grande umanità di Ernesto “Che” Guevara.
MUSICA:
- One degli U2;
- Miss Sarajevo degli U2;
- Mr. Jones dei Counting Crows;
- I am mine dei Pearl Jam;
- Chan Chan dei Buena Vista Social Club.




Giro di boa
12 settembre 2005
Che dire?
dopo aver letto il tuo “diario di viaggio” ho pensato per un attimo di lasciar perdere il mio terrore per gli aerei e di imbarcarmi per l’Australia!
Complimenti!